"Ehy, tu!"
"Ce l'ha con me?"
"E con chi, sennò? Sei tu che stai leccando i miei filetti di baccalà!"
"Si, mi dica."
"Smettila di leccare i miei filetti di baccalà!"
"E perchè dovrei?"
"Perchè altrimenti te li faccio ingoiare uno ad uno."
"Con la pastella?"
"No, con la bocca."
"..."
"..."
"Bene, dunque lei mi vorrebbe allontanare dai suoi stoccafissi con velate minacce in cui specifica che, in caso contrario, me li farebbe gustare gratis?"
"Cazzo, è vero. Non ci avevo pensato a questo. Allora mettiamola così, se non la smetti te li metterò su per il culo uno ad uno."
"Caspita, oggi è la mia giornata fortunata!"
Un tonfo sordo sottolineò il momento in cui quattro nocche grosse come pesche si infransero contro lo sigomo del Signor Philips che, steso in terra, in una pozza di sangue, gorgogliò:
"...ho del popper nel taschino"...
Un brutto con una chitarra in mano: chissà che grande artista. Un bello con una chitarra in mano: saprà che non è una racchetta?
Più il potere aumenta più il contatto con la realtà diminuisce. E le persone diventano strumenti. Io vorrei essere un oboe.
(V. Savaiano, 1984-1832)
C'è una parola che gonfia le bocche di milioni di persone nel mondo, persone che grazie a questa pratica diventano ricche, famose o hanno in qualche modo successo. La parola è "arte" e le persone sono gli "artisti". Parto da un presupposto: chi ritiene di essere un artista 99 su 100 non lo è. Se sei un artista dovresti pensare più a creare qualcosa che a spiegare alle persone cos'è l'arte. L'arte non può essere spiegata, è come l'amore, l'amicizia: sono cose che vanno oltre le più pratiche e terrene "spiegazioni".
Ora, andando ad analizzare nel dettaglio cosa vuol dire veramente la parola "arte" potrei dividere in due grandi categorie di significato:
"attività umana basata sull’abilità individuale, sullo studio, sull’esperienza e su un complesso specifico di regole / insieme delle regole e delle conoscenze tecniche necessarie per compiere una determinata attività: l’a. del ricamo, della navigazione"
Quindi qui si parla di lavoro, l'arte intesa come mestiere, diciamo. Ma non è questo che mi interessa perchè le persone di cui parlo non si riferiscono certo a questo significato.
"attività umana tesa a creare, per mezzo di forme, colori, parole, suoni, ecc., prodotti culturali a cui si riconosce un valore estetico: l’a. della pittura, della poesia, della musica"
E' questo il significato a cui gli artisti si riferscono. Lo analizzo.
Se si seguisse solo quello che dicono i signori De Mauro e Paravia, tutti potrebbero essere artisti: basterebbe solo creare qualcosa. E a me come definizione piace, perchè ogni cosa che parte dall'intelletto e viene creata dal nulla per me è un'opera d'arte, però esula dal concetto di estetica e bellezza. Un'opera d'arte non necessariamente significa "cosa bella", ok. Comunque, facciamo conto che un'opera d'arte debba anche essere bella, mi chiedo: bella in base a che? Da dove si parte per dire che un'opera è bella o ben fatta? Da delle regole? Allora non potrebbero crearsi nuove correnti di nessun genere perchè, una volta usciti dagli schemi, si esce fuori dall'arte. E soprattutto, che arte è quella ristretta da delle regole? Certo, è pur vero che se io faccio uno stronzo di dimensioni siderali e lo metto in mostra in un museo non posso essere considerato artista, sebbene lo abbia fatto per un motivo (e, in più di un senso, lo avessi dentro). Oppure se...
...ok, basta sofismi. Il punto è uno: non fidatevi mai di chi si dichiara artista: non lo è. Solitamente sono quelli che parlano malissimo delle opere di mezzo mondo e esaltano solo le proprie senza ritegno.
E soprattutto: artisti, fate il piacere, non mettete bocca dove non è richiesto. Altrimenti vi conviene passare nell'altra grossa categoria di falliti con lauto stipendio, che è quella dei critici. Se una cosa non piace a voi non significa che è merda. Anche perchè, fidatevi, per quasi tutti è merda quella che voi chiamate arte.
P.s. Non credo si possa considerare, questo, uno sfogo personale. Spero che qualcuno ci si riconosca.
"Mi sento male"
"Beato te, mia madre si sente Mal"
...a volte la differenza sta tutta in una vocale.
Non sono come voi. Per fortuna. Vostra.