La vecchina
“Cosa? Venite, accomodatevi, scusate il disordine ma sa com’è, da quando mio marito se n’è andato...Vi offro un caffé? Davvero, non fate complimenti. Un caffé e basta. Sicuri? Non dovete preoccuparvi, eh? Io ve lo faccio lo stesso, semmai non lo bevete. Cosa? Si, io stavo qui che leggevo quella rivista, li, quella sul tavolino. Non quella, l’altra. No, l’altra. Eh, quella. Cosa? Si, Tv Sorrisi e Canzoni. E leggevo che c’è ******* che ha detto che è felice di fare la trasmissione con ******* e invece c’è ******* che non sapeva che ******* sarà il protagonista dello sceneggiato. Cosa? Il telefono è li. Cosa? Ah, quando ha squillato, intendeva. Mi scusi, sa, è che non ci sento bene da questo orecchio. Sa, io sono vecchiarella, alla mia età certe cose non le posso più fare. Quand’ero giovane andavo a fare la spesa da sola per il mio povero Peppe che se n’è andato, pace all’anima sua. Era tanto bravo. Eh, sapesse come mi sento sola da quando non c’è più. Cosa? 30 anni fa. Eh, cosa vuole che siano 30 anni...Cosa? Ah, si, è vero. Sentivo un po’ di casino e allora ho pensato “questa è la signora Bruna che si arrabbia con i bambini”. Che io la capisco, ha il marito in casa che è ammalato e quei monellacci gli tirano il pallone contro il muro. E lei allora si arrabbia. Se lei sapesse cosa significa avere un marito malato...Il mio povero Peppe, gli ultimi anni di vita, stava sempre a letto, mangiava con le cannucce...Cosa? Ah, si, è vero. C’era Bruna che urlava. Allora io vado ad affacciarmi e che vedo? La signora Bruna che tirava le bucce del cocomero a quella peste del figlio di quella del 4° piano. Quella è strana. Rientra sempre la notte tardi. Per me va in discoteca a divertirsi. Poi si lamentano perchè i figli vengono così sbandati. Ai miei tempi era diverso. Quand’ero giovane io qui era tutto prato e ci venivamo a giocare. C’era anche il mio povero Peppe. Passavamo le ore a...ma dove va? Ah, ve ne andate? E non volete sapere com’è andata a finire? Sicuri? Volete un bicchiere d’acqua? Non fate complimenti. Ve lo metto in un bicchiere di plastica e ve lo bevete quando vi va. Ve lo do, arrivo subito eh. Sa com’è, sono vecchiarella io. Ecco l’acq...ma dove sono andati? Signori? C’è l’acqua. Ah, che maleducati. Nemmeno mi hanno salutati. Ha, ma ora mi faccio sentire. Chiamo subito Marisa. Pronto, Marisa? Ma non sai cosa mi è successo? Vengono qua due uomini che mi devono fare delle domande. Uno era tale e quale al fratello del mio Peppe. Se ci fosse stato ancora lui...”

Non sono come voi. Per fortuna. Vostra.