SEGUE
Pino e il suo pallone giocavano da soli. Pino col suo pallone. Il pallone col suo Pino. Pino si divertiva da matti nel dare calci alla sfera di gomma, cosicché essa potesse sbattere violentemente contro il muro e poi tornare. La difficoltà del tutto stava nel fare in modo che la palla, dopo aver toccato il muro, tornasse esattamente dove era lui. Gli riusciva spesso.
Il muro contro cui la palla sbatteva e sbatteva e sbatteva e sbatteva era esattamente il muro dove, tre piani più su, stava la camera da letto della signora Bruna. La signora Bruna era una sessantenne bionda (a volte il caso. Bruna è bionda. Ma tinta.) che, si diceva, avesse perso completamente il senno dopo aver ingerito in una notte una quantità di alcool pari alla media di una settimana di pub di uno scozzese lasciato dalla moglie. In realtà, da buona figlia degli anni 70, aveva fatto uso di ogni tipo di stupefacenti. Venne perfino sorpresa, un di’, a fumare una canna di tabacco, cipria e ammoniaca.
La palla sbatteva, il muro tremava, Bruna si caricava. Sbatteva, tremava, caricava. Sbatteva, tremava, caricava. Sbatteva tremava caricava. Sbattevatremavacaricava e… Bum! esplose Bruna. La scena era la seguente, sempre: il bambino giocava col pallone, Bruna si affacciava al balcone che si trovava al terzo piano e dava esattamente sul cortile, impugnava qualsiasi cosa le capitasse a tiro e la scaraventava contro il giocatore e il suo pallone. Quel giorno afferrò gli avanzi del cocomero (era estate. Un’estate particolarmente calda. Come ogni estate) e, buccia per buccia, iniziò a scagliarle contro Pino. Il bimbo e il pallone schivavano alla grande i proiettili verdi che arrivavano da un’altezza di
CONTINUA
Una lampada che emanava una luce arancioneggiante stava sul tetto della casa, sporgendosi un po’, illuminando qualcosa. La ghiaia stava ferma li. Bianca. Come il latte. Come un’orchidea. Come la ghiaia. La ghiaia stava ferma li dal tempo, anche se i sassolini che la compongono si muovono, di qua e di la, li calpestano, li lanciano, li scalciano, ma fanno sempre parte di quel gruppo di cose a cui è stato dato il nome di ghiaia.
La casa era gialla. Lo era tanti anni fa. Ora l’intonaco aveva fatto ciao ciao e un po’ alla volta si era suicidato gettandosi nel vuoto. Riposi in pace. Al momento restavano mura grigie e grezze, di quelle che se ci strusci il dorso della mano ti porta via la pelle.
Le finestre erano buie. O meglio, lo erano le stanze di cui esse facevano parte. Non si può illuminare una finestra a se stante.
Nessun rumore proveniva da dentro.
La casa era abbandonata.
Da tanto tempo?
Quanto?
Chissà.
CONTINUA
Quello che speravo non accadesse è accaduto. Ma c'era da aspettarselo. Questo è un paese che ha votato DC per ventanni perchè "è vero che mangiano, ma fanno mangiare anche noi", e ora quegli stessi che votarono Craxi non si rendono conto che stiamo così a causa loro. Adesso sento gli stessi discorsi che facevano gli elettori allora, fatti da ricchi, liberi professionisti, artigiani e "presunti benestanti" (per intenderci, quelli che hanno tv al plasma, SUV, casa al mare e che pagheranno rate da qui alla morte dei nipotini). Tutti questi non si rendono conto che fra vent'anni staremo peggio di come stiamo ora. Per questo io credo sarebbe stato molto meglio se fosse salito Veltroni perchè lui non è Prodi, ne Bertinotti, ne Rutelli. E' un uomo di sinistra nel vero senso della parola, senso che si è perduto da molti anni, ormai. E' un uomo di cultura, veramente, e un paese allo sbando come questo può essere rifondato solo con la cultura. Veltroni in questo senso ha lavorato alla grande, a Roma. Ma veramente alla grande. E, in verità, ha lavorato alla grande anche in queste elezioni perchè, diciamoci la verità, avere il risultato che ha avuto dopo lo scellerato governo Prodi, di cui ha impropriamente raccolto l'eredità, nella mente degli elettori, è stato un risultato eccezionale. E chi sosteneva che il nano malefico e Veltroni avevano gli stessi programmi lo ha detto perchè hanno fatto lo stesso tipo di campagna elettorale, più come forma che come contenuto. Come linguaggio. Perchè finalmente qualcuno, a sinistra, ha capito che questo popolo di idioti catodici va rincoglionito con parole televisive ad effetto, come ha sempre fatto Berlusconi. Ora, spero che chi ha votato PDL sia contento del fatto che il paese sarà in mano alla Lega (perchè 9 punti percentuali fanno si che la lega abbia in mano il governo). In quanto a me e a tutti i cinematografari, i letteraturari, i teatrari, i musicari e i culturari d'Italia, iniziamo a stringere la cinghia e a buttare giù porte a spallate. Ma a non comprometterci MAI con la televisione che governa questo paese.
p.s. c'è un'iniziativa veramente, veramente bella. Si chiama Squadramia e il sito è www.squadramia.it . Non sto qui a spiegarvi, so solo che se siete appassionati di calcio andateci, iscrivetevi, votate Fiumicino e diffondete. Li troverete tutte le spiegazioni. Io ho già aderito e sono molto attivo. E' un progetto serio.
p.p.s. a tutti i blogger preoccupati: perchè non formare un bel gruppo che possa vere un discreto peso politico per evitare che questa realtà venga distrutta, previsione non del tutto fantasiosa? Magari appoggiandoci ai Radicali che sono molto sensibili su questi temi. Boh, la butto li...
"Ehy, tu!"
"Ce l'ha con me?"
"E con chi, sennò? Sei tu che stai leccando i miei filetti di baccalà!"
"Si, mi dica."
"Smettila di leccare i miei filetti di baccalà!"
"E perchè dovrei?"
"Perchè altrimenti te li faccio ingoiare uno ad uno."
"Con la pastella?"
"No, con la bocca."
"..."
"..."
"Bene, dunque lei mi vorrebbe allontanare dai suoi stoccafissi con velate minacce in cui specifica che, in caso contrario, me li farebbe gustare gratis?"
"Cazzo, è vero. Non ci avevo pensato a questo. Allora mettiamola così, se non la smetti te li metterò su per il culo uno ad uno."
"Caspita, oggi è la mia giornata fortunata!"
Un tonfo sordo sottolineò il momento in cui quattro nocche grosse come pesche si infransero contro lo sigomo del Signor Philips che, steso in terra, in una pozza di sangue, gorgogliò:
"...ho del popper nel taschino"...
Ecco perchè l'Italia è un paese stupido: di "merda in tv" (come la chiamo io amorevolmente, invece di "tv spazzatura"...) ce n'è a badilate. Ora ditemi voi: quante delle persone che conoscete parlano male delle trasmissioni di Costanzo o della Ventura? Quanti elencano le proprieta distruttive dei reality o sbeffeggiano l'utilità delle trasmissioni pomeridiane? Ve lo dico io, almeno il 95% (se siete persone normali. Se la percentuale si abbassa sotto il 93% è il caso che chiudiate questa pagina e accendiate la tv: c'è X-Factor). Però, se parlate con queste persone, loro vi sapranno dire TUTTO di quelle trasmissioni: nomi, storie, musiche, regole. Tutto. Sanno imitare i personaggi, canticchiano i ritornelli degli stacchetti. Oh, certo, lo fanno per prenderli in giro. Ma intanto li guardano, capite! Li guardano! E' questo il problema dell'Italia. Quella tv lì fa diventare stupidi anche se la si vede convinti che si stia vedendo una cosa orrenda! E' come l'eroina, seppure tu ti infili l'ago nella vena ben sapendo che è una cazzata, quando ti passerà l'effetto dovrai farlo ancora e le sue leggere controindicazioni si ripercuoteranno ugualmente su di te.
Capite cosa dico? Quindi vi dico: chiunque di voi, anche solo perchè non ha niente da fare, guarda quelle cose nel modo che ho sopra descritto, eviti d'ora in poi di entrare in questo blog e, possibilmente, di rivolgermi la parola. Questa mia scelta è l'unico modo per non far dilagare ancora di più questo veleno rovesciato sugli idioti.
P.s. e questo vale anche per la politica, ovviamente.
Ah, la primavera! Quando esplode così mi fa morire. I barboni si scongelano, i viados tolgono la brina ghiacciata dal silicone, i "Ragazzi del sabato sera" si schiantano contro guardrail a ritmo di bachata... E' questa la mia stagione. Anzi, più esattamente è l'estate. L'unica cosa brutta della primavera è che il primo pensiero che uno ha quando inizia va al primo giorno d'inverno e alla tristezza che porterà con se. C'è un rimedio. Si chiama Santo Domingo.
E poi la primavera porta con se un numero esponenziale di fica che, chissà perchè, durante il resto dell'anno non si vede. D'inverno per la strada camminano fagotti di finta piuma d'oca e sintetico da cui sbucano facce pallide, emaciate, con capelli sporchi e brufoli. In primavera calcano i marciapiedi solo ragazze alte almeno un metro e settantacinque, con decolletè lucidi e fantastici, culi di marmo e gambe lunghe lunghe che se cadono da li si fanno male (infatti quelle con le gambe più lunghe girano tutte con dei caschi da ciclista). In primavera fioriscono le gnocche più di quanto non fioriscano i gelsomini.
"Tutti nella vita hanno un eguale quantità di ghiaccio: i ricchi d'estate, i poveri d'inverno" (B. Masterson)
Non sono come voi. Per fortuna. Vostra.